Corsi di Tornitura. Corsi al Tornio. L’uso del Tornio

L’oggetto d’uso

La doppia natura dell’oggetto d’uso in ceramica è uno degli aspetti più affascinanti da esaminare delle attività dell’uomo. Infatti, il successo nel risolvere la divisione fra i problemi pratici e l’espressione individuale rappresenta per il ceramista una sfida creativa. Il modo con cui il ceramista vede un percorso per fondere queste due, apparentemente opposte esigenze, definisce la qualità della sua percezione e ingegnosità artistica.

I limiti sono essenziali al processo creativo perché fanno scattare le reazione e focalizzano l’energia. Più sono grandi i limiti più vigorosa è la sfida. La ceramica d’uso pone molte restrizioni all’espressione. Ci vuole un individuo molto sensitivo, inventivo e paziente per trasformare queste restrizioni in poesia. La teiera deve versare. Deve essere bilanciata e confortevole in dimensione. Il suo manico deve dare sicurezza nel sollevarla, e il coperchio non deve cadere nella tazza in cui si sta versando. Detto semplicemente, la teiera deve “funzionare” o viene relegata allo scaffale. Una sicura  prova della qualità di un oggetto d’uso è se può essere o non può essere usato. Comunque, se si possa usare un oggetto è anche inestricabilmente collegato al piacere che questo può offrire nel processo d’uso. Piatti di carta funzionano benissimo ma offrono poco oltre la loro convenienza.

Il desiderio umano sembra soffrire fra la ricerca di soluzioni pragmatiche ai vari problemi e la contemporanea necessità di vivere con piacere. L’arte del vasaio si inserisce in questo conflitto dimostrando che questa condizione non è una cosa irrisolvibile. Più che un atto di equilibrio, il buon oggetto di ceramica d’uso è un esempio di visione creativa che trascende la costrizione, trasformando limiti specifichi in momenti di espressione artistica.

L’unicità della decorazione e una manipolazione intelligente della materia e del processo può offrire al ceramista una firma di stile. Ma la dichiarazione importante, nel contesto dell’oggetto d’uso, è di quei ceramisti che hanno un forte controllo del loro ego e sono pronti ad affrontare di petto i problemi della creatività nell’oggetto d’uso. I buoni oggetti d’uso sono quelli che rivelano una individualità e una sensitività artistica, particolarmente nei punti in cui l’oggetto deve funzionare. Il modo in cui il coperchio aderisce, o come il manico reagisce alla presa della mano, sono fattori dinamici critici, che determinano la qualità dell’oggetto d’uso. Questo naturalmente suggerisce che l’oggetto d’uso in ceramica è una di quelle rare forme d’arte che danno piacere non solamente attraverso connessioni visuali/cerebrali, ma anche attraverso canali fisico/sensuali.

Contrariamente all’architettura e ai prodotti dell’attività artistica del design nel risolvere i problemi, gli oggetti d’uso in ceramica provvedono ad una intimità fra le persone. La mano dell’artista, attraverso l’oggetto da toccare, raggiunge la mano dell’utente, creando un legame di amicizia, interesse, e gratificazione estetica che nutre la vita umana e la fortifica contro l’indifferenza.

Armonizzare le due forze dell’immaginazione e della logica è la base di tutto il lavoro artistico. L’oggetto d’uso in ceramica è uno degli esempi più  durevoli di come questa dualità è riconciliata per creare oggetti di intelligenza e di bellezza.

 

Questo articolo è una versione arbitraria e breve, dei concetti e delle idee così ben esposte dall’artista ed educatore Wayne Higby in uno dei suoi numerosi scritti.

 

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